venerdì 15 maggio 2009

Cenni storici sul punto croce!!



Antichi alfabeti a punto croce: i samplers

Di tradizione soprattutto nordica e anglosassone, i *samplers *(dal latino * exemplum*) *sono saggi di ricamo eseguiti per lo più a punto croce da bambine e giovinette di un tempo*, allo scopo di completare la loro
educazione e diventare un giorno sagge e oneste spose,* la loro funzione principale era quella di testimoniare l'abilità e la perizia delle future ricamatrici*, con una sorta di campionatura di lettere alfabetiche e cifre
in corsivo, in stampatello o in eleganti caratteri gotici "scritte" su un canovaccio di lino o di cotone e accompagnate da orli, bordure e motivi ornamentali.
In Francia prendono il nome di *marquoirs*, termine che deriva da *point de marque*, poiché *il punto croce era destinato comunemente a marcare con iniziali i capi di biancheria che avrebbe portato in dote*, mentre in Italia vengono chiamati "crocini" o "imparaticci".
Il *sampler* veniva spesso incorniciato e seguiva fedelmente tutti gli spostamenti, i traslochi e i viaggi dell'autrice, diventando *una specie di portafortuna da cui non ci si voleva separare*.

*Le origini*

L'origine di questi "saggi" va rintracciata probabilmente nel Medioevo, mentre gli esemplari più antichi giunti fino a noi risalgono al periodo rinascimentale: *il più antico sampler esistente è conservato presso il Victoria and Albert Museum di Londra, è datato 1598* e apparteneva a Jane Bostoke.
In questo periodo i samplers erano di forma rettangolare piuttosto allungata come in una sorta di fascia. Il tessuto variava di paese in paese: il *lino* in Bretagna, la *seta* nella regione del Rodano o la *lana*per i modelli più semplici essendo il cotone ancora una rarità in Europa.
I ricami erano eseguiti con fili di lana o seta, tono su tono, mentre i motivi decorativi erano aggiunti gli uni sugli altri, senza un ordine preciso, e *avevano funzione di promemoria, una sorta di campionario cui attingere all' occorrenza schemi e disegni*.

*La rivoluzione rossa*

*Nel Seicento il filo da ricamo si tinge di rosso*, grazie alla diffusione di coloranti naturali a prezzi più accessibili perché importati in gran quantità dalle Americhe: cocciniglie e legno rosso del Brasile erano i materiali da cui si ricavava il colore rosso.
Ha inizio così quella che viene comunemente denominata* "la rivoluzione rossa" dei ricami*, realizzati su fondo bianco da donne "emancipate" che in numero sempre maggiore imparavano a leggere e a scrivere anche attraverso il
ricamo. La composizione sui *samplers* diventa più ordinata e poiché era nei conventi che s'insegnava il ricamo, ai soggetti floreali o araldici si mescolano motivi d'ispirazione religiosa: simboli di devozione, angeli, personaggi biblici.
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*Simbologia a colori*

*Nel Settecento* *samplers* e *marquoirs* assumono una forma quadrata con orli sui tre lati e successivamente, su tutti e quattro. *Gli ornati diventano più eleganti* e si allontanano sempre di più dai vecchi schemi stilizzati; irrompe la natura, trattata in maniera più realistica con fili di seta di vari colori. Si segue una precisa *simbologia* per rappresentare i membri della famiglia, ad esempio si ricama una rosa per simboleggiare una madre e il numero dei boccioli corrisponde al numero dei suoi figli ricamando in nero i morti, in rosso i vivi.
Nella seconda metà del Settecento iniziano ad apparire verso il margine più basso piccoli paesaggi, e le lettere dell'alfabeto sono così ornate di riccioli e svolazzi da faticare a riconoscerle.

*Il secolo d'oro*

Ma è l'Ottocento il secolo d'oro del punto croce, e con il progresso della stampa, da Berlino si diffondono in tutta Europa schemi di punto croce*stampati su carta quadrettata e colorata a mano. La domanda diventa talmente alta che nel solo 1840 se ne pubblicheranno ben 14.000. *I samplers cessano di avere funzione di promemoria per diventare soprattutto oggetti
decorativi.*
Ora tutte le donne adulte o giovinette, aristocratiche, borghesi o popolane, ricamano; ricamare ed eseguire lavori ad ago, che occupano le mani e la mente, sono considerati *un antidoto contro i cattivi pensieri*.
Nei collegi femminili* il ricamo diviene materia di studio e i samplers*costituiscono la prova, il compito in classe sempre
controllato e corretto dalle suore; si ricamano pensieri pii o moraleggianti, citazioni bibliche, crocefissi, figure di santi.
Ma domina anche il *sentimentalismo* e i *marquoirs* di questo periodo *celebrano i buoni propositi, le gioie della famiglia, l'amore, l'amicizia, la morte*. Presentano fino a sei diversi tipi di alfabeto e di solito* sono molto personalizzati*, riportando il nome e cognome, l'età della ricamatrice e talvolta, lo stato d'animo o qualche dettaglio più intimo. Tra corone fiorite e ghirlande abbondantemente decorate compaiono iscrizioni, dediche o missive destinate al padre, alla madre a un'amica e forse a qualche segreto amore.
Ma anche le tecniche di tessitura e la chimica fanno progressi: ai cenci di lino e alle tele grezze a un filo vengono sostituiti canovacci di cotone. Nel primo Ottocento viene inventato il cosiddetto *"canovaccio Penelope"*realizzato con due trame orizzontali attraversate da due orditi verticali, facilitando di molto l'alternanza di punti piccoli a punti più grandi. Nei fili per ricamo ormai le colorazioni sono infinite*, e, dai primi anni del Novecento, la storica ditta D.M.C. di Mulhouse detiene in pratica il monopolio della produzione e commercializzazione.

Collezionismo

Mentre i *samplers *più antichi sono conservati in vari musei d'Europa, quelli dell'Ottocento e primo Novecento sono oggetto di un appassionato collezionismo: i più interessanti arrivano a quotazioni di svariate migliaia di euro e nella valutazione si tiene conto di diverse condizioni. Infatti oltre alla *datazione* del pezzo va considerato lo *stato di conservazione*, l'*armonia della composizione e dei colori*, l'*eleganza dell'esecuzione*. Ogni *sampler* ha poi una sua storia da raccontare; ci
sono Shara, Emilie, Marie Paule, Benedetta, Alice, nomi d'altri tempi, che attraverso la scelta dei colori, le incertezze e perfino gli errori comunicano lo stato d'animo della ricamatrice.

Fosca Urbani

da "Il Curioso", n.17-anno 4
www.ilcurioso.it

6 commenti:

chicca77 ha detto...

MMMMMM che meraviglia questo quadruccio....
Chicca

Manuela ha detto...

Grazie per le informazioni, rispolvero sempre con piacere la storia di questa splendida tecnica.
manuela

Casa Cuori Colori ha detto...

Deliziose informazioni, me le sono stampate...anch'io sto facendo una piccola ricerca, soprattutto per quanto riguarda il significato dei simboli. Grazie!!
Claudia

Laura ha detto...

Grazie per le info sui sampler , mia nonna aveva tutte le lenzuola e cuscini ricamati con la sua iniziale in rosso in effetti..
ciao
Laura kitten

Claudia ha detto...

Che bella storia!
Grazie per averla condivisa con noi!
Besitos

manu ha detto...

mi ero sempre chiesta da dove venisse questa tendenza nel ricamare gli alfabeti! ora lo so!